> Home > Eventi e Notizie > Notizie > Riapre domani Porta Santa Croce: rifatto il tetto e consolidati i solai
In primavera AIM Valore Città che sta curando l’intervento per conto del Comune, rimuoverà il ponteggio del torrione, mentre per motivi di sicurezza resterà quello del portale sud-est, in attesa di imminenti interventi di recupero.
Ricostruita una grande ‘arciera’ in stile scaligero.
Non appena le temperature permetteranno il lavoro di rifinitura dei muri perimetrali, il torrione di porta santa Croce sarà liberato dall’impalcatura e finalmente il complesso riacquisterà la sua originaria bellezza grazie agli importanti lavori di recupero finanziati dal Comune di Vicenza ed eseguiti da AIM Valore Città Amcps.
In questi giorni, infatti, saranno portati a termine i rimanenti interventi interni mentre sono stati ultimati il consolidamento dei 4 solai e il completo rifacimento del tetto ormai gravemente deteriorato dalle intemperie, con la sostituzione delle travi e il riposizionamento dei coppi.
Questa mattina, sopralluogo al cantiere dell’assessore ai Lavori pubblici del comune di Vicenza Ennio Tosetto, e dell’Amministratore unico di AIM Valore Città Amcps Marino Quaresimin con le maestranze della municipalizzata che ha eseguito i lavori.
«L’obiettivo del restauro – ha ricordato l’assessore Tosetto – era di ripulire, rimettere in sicurezza e ripristinare alle condizioni minimali il torrione, con importanti interventi strutturali per un corretto restauro conservativo. Rimane ora da riportare l’intera struttura interna al grezzo e quindi prevedere tutti gli interventi murari e strutturali per rendere fruibili i 5 piani e le casette minori. Occorre quindi preventivare risorse importanti per progetti già in fase di definizione e che proporrò di prevedere a bilancio».
Analoga procedura sarà seguita anche per la porta sud-est, rivestita in questi giorni con un ponteggio destinato sia a mettere in sicurezza da eventuali piccoli distacchi, sia necessario per i prossimi interventi di recupero.
La porta riapre domani al traffico automobilistico, ma con la limitazione di altezza a 3.20 metri.
Il cantiere di Porta santa Croce era stato avviato nel corso del 2010 con un budget di 350 mila euro, e ha comportato una serie di interventi preliminari di bonifica e di rimozione dell’abbondante guano e dei rifiuti accumulatisi nel corso degli ultimi decenni.
L’imprevisto ritrovamento delle travi all’interno dei muri che servivano a rinforzare l’intera struttura, ormai pericolosamente sbriciolate, ha imposto nuovi interventi e nuovi lavori di consolidamento attraverso tiranti di acciaio e di legno.
Significativa la ricostruzione al piano terra della “arciera” in mattoni a facciavista, realizzata di concerto con la Soprintendenza e ispirata alle soluzioni analoghe adottate in molte strutture scaligere diffuse nel territorio vicentino e veronese.
SCHEDA TECNICA
L’intera campagna di lavori è stata preceduta da indagini strumentali di tipo non distruttivo e sono consistite in controlli coi martinetti piatti per rilevare la misura della tensione esistente e della tensione di rottura dei muri; un’indagine sonica per la verifica dell’integrità della muratura; una indagine georadar per la ricerca di cavità e/o strutture preesistenti nel sottosuolo.
In particolare, la presenza di “catene” in legno, di circa 30 x 40 cm, che abbracciavano la torre, sono testimonianza di una tecnica costruttiva assolutamente rilevante, segno di conoscenza statiche raffinate e precise. Purtroppo il legname con cui furono realizzate le catene risultava deteriorato da marcescenza diffusa. In taluni casi le catene, per ignoranza della loro funzione, furono tagliate per lasciare il posto a finestre, aperture di facciata, canne fumarie. Con ciò si è creata una condizione di dissesto che ha favorito l’apertura di fessurazioni diffuse. Le altre lesioni del fabbricato, quelle che si dipartivano dagli spigoli delle aperture, si sono invece generate dalle ampie demolizioni effettuate nel corso degli anni.
Un caso a parte è rappresentato dal grande foro che si trova a piano terra, sul lato che si affaccia verso l’esterno della città. L’improvvisa apertura di questo foro, delimitato superiormente da un arco a sesto molto ribassato, ha innescato una fessurazione di grossa consistenza, che interessa tutto il piano primo, con movimento, ancora in atto, di una notevole massa muraria, che si presenta oggi in stato di frana.
RIPRISTINO DELLE MURATURE
Si è proceduto al recupero delle parti in muratura mediante i seguenti interventi:
chiusura delle ampie demolizioni effettuate all’interno del corpo a torre ricomponendo il paramento con muratura analoga a quella realizzata in epoca scaligera, lasciando all’interno modeste riquadrature a testimonianza dell’intervento compiuto. Per quanto riguarda la grande apertura al piano terra del torrione è stata realizzata una “arciera” che riprende elementi simili, presenti nelle strutture scaligere che il territorio ancora conserva.
sostituzione delle catene in legno, ormai irrecuperabili, mediante la demolizione in breccia della muratura d’angolo, estrazione delle travi, pulitura dei fori mediante getto d’acqua di media pressione e finale reinserimento di travi in legno con sezione compatibile con quella del foro. Alle teste delle travi sono state applicate connessioni metalliche, successivamente è stata ricucita la breccia muraria con l’uso di laterizi di recupero e malte che, per composizione chimico–fisica, risultano compatibili con quelle originarie.
catena di cerchiaggio sulla copertura realizzata con travi in acciaio, con profilo a T, suddivise, per maggior praticità, in spezzoni e collegati tramite bullonature agli angoli e in mezzeria. Successivamente, sono state realizzate le travi in legno con un intaglio per tutta la lunghezza, e quindi inserite sull’anima delle travi in acciaio.
Altri interventi murari:
Ricostruzione delle murature crollate (unità edilizia 4) o particolarmente dissestate (vano scala unità edilizia n.3) realizzate con mattoni antichi di recupero mediante la tecnica a "cuci-scuci" di piccoli tratti, previo adeguato puntellamento delle zone adiacenti e bagnatura della muratura. Il grado e tecnica di finitura in raccordo con gli elementi lapidei di tessitura, la cromia finale, modificata mediante l'utilizzo di polveri di marmo, e la granulometria degli inerti sono stati valutati nel rispetto del manufatto esistente, e scelte sulla base di opportuna campionatura preventiva, in base anche alle caratteristiche dedotte dalla campagna di indagini sulla muratura;
Altri interventi di pulizia
Contestualmente agli interventi murari, è stata fatta una radicale pulizia alle pareti esterne mediante lavaggio con acqua a bassa pressione con blanda spazzolatura; pulitura mirata alla eliminazione dei depositi più tenaci mediante applicazione di un tensioattivo non ionico; pulitura puntuale mirata alla rimozione della microflora attraverso disinfestazione degli attacchi microbiologici con risarcitura e stilatura delle malte di allettamento gravemente erose e/o decoese previa scarnificazione dei giunti d'allettamento inconsistenti
CONSOLIDAMENTO SOLAI INTERNI ALLA TORRE
Con l’inserimento di due travi, i quattro solai ora sono in grado di avere un carico di esercizio pari a 300 kg/m². Per ragioni funzionali e per praticità, il sostegno delle travi è costituito da due travi lignee accoppiate, sostenute da mensole in acciaio collegate alla muratura con tappi chimici.
CONSOLIDAMENTO CAPRIATE LIGNEE DI COPERTURA
È stato smontato il soffitto previo trattamento contro gli attacchi biologici, rinforzandolo con elementi di giunzione e con opportuni elementi d’irrigidimento come tiranti, nastri in fibrocarbonio, armature in vetroresina, in modo da creare una funzione legante tra i setti murari e la struttura di copertura. Infine, sono state consolidate le teste delle travi mediante asportazione del materiale deteriorato con appositi utensili e rinforzate mediante armatura costituita da barre in vetroresina.
RIFACIMENTO MANTO DI COPERTURA
Il manto di copertura del torrione è stato smontato, abbassati i coppi e il tavolato, i morali e le travi di copertura esistenti. Le abbondanti infiltrazioni piovane avevano danneggiato gran parte della struttura secondaria e pertanto si è dovuta sostituire tutta la parte mentre i coppi recuperati sono stati solidarizzati mediante legatura.