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Recupero crediti e andamento economico di AIM Vicenza SpA
Superata la prima fase di assetto strategico e societario, AIM Vicenza SpA è ora entrata in una seconda fase, di particolare rilevanza per la Cittadinanza. Il Consiglio di Amministrazione ha iniziato infatti a guardare all’interno dell’Azienda, esaminando le procedure interne per valorizzarne la gestione.
“Abbiamo cominciato – ha spiegato il Presidente, Roberto Fazioli, alla presenza dei due consiglieri d’amministrazione, Aldo Campesan e Avise Rossi di Schio – a guardare ciò che non è mai stato tratto: la bollettazione. Abbiamo progettato una procedura automatica, che diventa oggettiva e non più soggettiva: l’uomo non può più decidere, sarà solo la macchina ad emettere solleciti. Chi deve pagare quindi pagherà e basta”.
La procedura viene applicata dopo aver raccolto dati ben chiari: nel 2008 AIM ha emesso 10mila raccomandate per recuperare 11milioni di euro di insoluto. Fino al 31 agosto 2009 l’Azienda ha emesso 6mila raccomandate per 7,5milioni di euro. Essendo chiaro che i due dati non possono essere sommati, in quanto nell’insoluto 2009 è incluso per buona parte anche una fetta del 2008 non recuperato, si capisce comunque che il recupero crediti è un problema annoso.
Quindi da oggi, i furbetti pagheranno. Perché il peso di chi non paga le bollette è sulle spalle anche degli onesti. Qualora ci fossero problemi sociali, le vie per avere delle agevolazioni ci sono, come i fondi creati dal Comune. Per chi invece, seppur senza problemi, continua a non pagare, da oggi la procedura cambia: dopo il primo sollecito bonario di pagamento, si passerà al secondo sollecito che inviterà l’utente a pagare, casomai con un piano di rientro, a cui seguirà la sigillatura del contatore e in seguito il decreto ingiuntivo.
“I problemi finanziari – ha continuato il Presidente – sono anche il derivato di una totale inefficienza e inefficacia del recupero crediti. Nel tempo i crediti non incassati inducono sempre maggiori accantonamenti che peggiorano i bilanci e inducono, a loro volta, maggiore indebitamento e quindi un aumento degli oneri finanziari, accentuando una spirale perversa che alla fine viene pagata dai cittadini. Quando ci siamo insediati come CdA ci siamo trovati di fronte al problema: molti contratti non erano inseriti correttamente nel sistema, altri erano in scatoloni, senza essere convalidati, c’erano fatture non emesse e bollette basate solamente su acconti”.
“Mettiamo già in conto che ci potranno essere degli errori – ha proseguito Fazioli – ma chi lavora sbaglia, quindi se andando a toccare la procedura fino ad ora adottata sbaglieremo qualche sollecito di pagamento, sarà comunque una goccia nel mare. Noi stiamo portando avanti il recupero crediti, ma anche il bilancio dell’Azienda. E il bilancio semestrale di quest’anno è in pareggio, con un risultato di 320mila euro. Non è un risultato di poco conto, se si tiene conto che l’anno scorso, quando ci mettemmo come obiettivo il pareggio, non sapevamo ancora di come poi è girato il mercato dell’energia elettrica, della crisi e di tutti gli altri problemi che abbiamo dovuto affrontare. Solo dalla Centrale del Mincio, che produce energia elettrica, perdiamo infatti 1,4milioni di euro, ma AIM Energy, e ci tengo a ringraziare chi la segue, ha recuperato a tal punto che fa fronte alle perdite delle altre società del gruppo”. Il Presidente ha sottolineato, concludendo, come in AIM Energy le procedure d’acquisto del gas siamo cambiate: “Quando io sono arrivato non si comprava con gare ma nemmeno con comparizioni di mercato. Oggi abbiamo attuato il maggior confronto di mercato e applicando i principi della buona gestione siamo riusciti ad ottenere un buon risultato. Se l’AIM è stata risanata non è un lustro per il Cda, ma un vantaggio per i cittadini. Per questo comunico anche che le perdite di SIT e AIM Bonifiche sono state contenute, a confronto degli anni scorsi. Valore Ambiente, che è stata oggetto di un dibattito tecnicamente opinabile, sta invece facendo grossi sforzi per contenere i costi, visto che l’aumento del 4,4% della TIA è falso perché non tiene conto dell’ampliamento degli sgravi e dei costi concessi ad ampie categorie di utenti e dell’aumento significativo dei costi da amputare ad un corretto computo degli ammortamenti che le precedenti gestioni avevano tenuto artificiosamente basse per falsificare i confronti con altre realtà venete: se Vicenza ha le tariffe tra le più basse del Veneto è anche perché non si tiene conto di tutti i veri costi del servizio. I cittadini devono sapere quali sono i veri costi necessari a pulire la città, non fare investimenti sui mezzi per molti anni ha indotto benefici effimeri che sono oggi costi ulteriori per chi deve gestire l’Azienda”.
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